ROMA CAPITALE DELLE DISCARICHE ABUSIVE

La mappatura delle discariche abusive realizzata in tutta Roma e censita dai volontari di Legambiente Lazio e i gruppi territoriali non lascia spazio a fraintendimenti: sono 1000 infatti le micro-discariche abusive presenti sul territorio romano. Una ‘mappa’ di un vergognoso smaltimento illecito di rifiuti.

I volontari inoltre, hanno rilevato che nel 18% dei casi, i materiali abbandonati sono RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), nel 14,8% mobili, nel 20,4% divani e materassi, nel 22% scarti da lavori edili e nel 6% pneumatici.

Ma quali sono i luoghi ‘prescelti’ da chi commette questi eco-reati? Neanche a dirlo Il fenomeno illegale di rifiuti si concentra nelle periferie. Ma anche sulle arterie maggiori come le consolari. E, come riporta Legambiente, come mega discariche troviamo quelle in Via del Flauto, in Via di Malnome, nelle immediate adiacenze della Metro Anagnina e Via del Tecnopolo o lungo la Laurentina, ci sono luoghi di abbandono ovunque.

Mappatura di Legambiente

E per valutare eventuali responsabilità sull’inefficacia delle politiche fino ad ora adottate la mappa sarà inviata anche alla Procura della Repubblica . D’altronde ogni azione è importante e quanto meno basilare per cercare almeno di arginare questo pericoloso trend di illegalità delle ecomafie.

D’altronde è solo del 27 marzo scorso la notizia ripresa anche dall’agenzia di stampa DIRE, di un vero e proprio ‘mare di rifiuti’ sepolto a qualche metro di profondità, a ridosso del Parco Archeologico di Centocelle. Parco dove fino al 2010 c’era non a caso il campo nomadi più grande d’Europa: il Casilino 900. L’insediamento che si estendeva tra via Casilina e viale Palmiro Togliatti. La denuncia era scattata da parte dei residenti che sono passati dalle parole ai fatti per dimostrare che quanto si era sempre ipotizzato in realtà era vero. E, come riportato sempre dall’agenzia DIRE, è bastato  scavare la terra un paio di metri, ieri pomeriggio, per iniziare a sentire i primi miasmi, poi un colpo in più ed è venuto fuori di tutto: mattoni e scarti edili, vestiti, borse, sacchi di plastica, stampelle, catrame, ferro e tanti pannelli di legno. Uno strato di rifiuti dormiente, una nuova ‘terra dei fuochi’ non troppo lontana dal centro di Roma.

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