Torna il 2 e 3 luglio la Giornata nazionale Enpa contro l’abbandono: solo nel 2021 recuperati 7600 cani abbandonati

Torna il 2 e il 3 luglio la Giornata nazionale Enpa contro l’abbandono con i volontari dell’associazione impegnati in oltre 100 piazze italiane per sensibilizzare al tema dell’abbandono, oggi più delicato che mai. Il claim della campagna Enpa di quest’anno è “Con te. Sempre”, un concetto che dovrebbe essere scontato quando si accoglie un animale in famiglia ma che purtroppo si rivela solo un sogno per i tanti, troppi, quattro zampe abbandonati.

Nel 2021 l’Ente Nazionale Protezione Animali ha recuperato 21 cani abbandonati ogni giorno, 7600 in un anno. Un fenomeno che anche a causa delle numerosissime cessioni non è più prettamente estivo ma che in questo periodo, in prossimità dell’arrivo delle vacanze e dopo l’arrivo della primavera, si fa sempre più critico.

Basti pensare che solo nelle ultime due settimane sono stati abbandonati e recuperati da Enpa più di 1000 cuccioli di cui 210 in Calabria,194 in Sicilia e 132 in Sardegna. Record negativo per Reggio Calabria dove in un giorno Enpa ha recuperato 60 cuccioli.

Anche al Centro abbiamo un incremento di cuccioli solo questa settimana Enpa ha recuperato in Ciociaria 57 cuccioli di cani. Storie raccapriccianti di piccoli cuccioli lasciati a morire per strada o nelle campagne sotto il sole, di fame e di sete. Storie che accomunano diverse regioni d’Italia ma che sono ancora più presenti nel Sud del nostro Paese dove sono assenti politiche efficaci di prevenzione e sterilizzazione.

 “L’Enpa lo scorso anno – afferma Carla Rocchi, presidente ENPAha sterilizzato 13849 cani ed 29012 gatti, un’azione fondamentale per combattere il randagismo. E sempre nel 2021 abbiamo dato in adozione 17818 cani e 15412 gatti. E proprio sulle adozioni quest’anno ci vorremmo concentrare con questa campagna, perché l’adozione consapevole salverebbe migliaia di animali. Quest’anno anno infatti abbiamo avuto un aumento ulteriore delle cessioni che è passato dal 17% dello scorso anno al 30% di questa per una stima di cani ceduti a Enpa di circa 7600. ‘Con te sempre’ non deve essere uno slogan ma un imperativo! Gli animali sono esseri senzienti e quando li accogliamo nelle nostre famiglie dobbiamo farlo con amore sì, ma anche con consapevolezza. Prendere un cane o un gatto oggi per riportarlo dopo un anno o meno è solo un atto sconsiderato. Venite nei nostri rifugi. Chi adotta nei rifugi fa un percorso assistito che aiuta a rendersi conto della strada che c’è da fare e dell’impegno che sta per prendere. Spesso quando si prende un cane o un gatto si pensa solo ai costi dell’alimentazione dell’animale ma non si prendono in considerazione tutte le spese che prendersi cura di un amico a quattro zampe può comportare. Farmaci, spese veterinarie sono costi molto importanti da affrontare se sopraggiunge una malattia. Sono tutte eventualità che andrebbero messe incontro prima di adottare un animale. L’Enpa nel 2021 ha soccorso 22126 animali, ne ha accuditi 81679 e curato dal veterinario 30454 animali”.

La campagna antiabbandono Enpa sarà presente anche quest’anno nelle autostrade italiane grazie al patrocinio di Aiscat. Le locandine saranno infatti posizionate nei ristoranti e nei punti carburante delle aree di servizio delle autostrade italiane.

Ma perché si cedono i cani?

Il sondaggio Enpa su 220 sezioni

Come Enpa abbiamo fatto un sondaggio coinvolgendo tutte le nostre Sezioni per definire l’entità del fenomeno delle cessioni e capire meglio chi è che cede il proprio animale, da quanto tempo lo aveva e quali sono le motivazioni. Ecco Chi che cede il proprio cane o gatto e perché? Dal sondaggio è emerso che tra le cause principali della cessione lo scorso anno: Il 62% delle Sezioni indica la morte dei proprietari anziani e nessun parente disposto a prendersi cura dell’animale, il 53% indica come causa il ricovero dei proprietari mentre, dato molto alto, il 53% delle Sezioni riferisce cessioni dovute all’aggressività dell’animale. Dove per aggressività però, in alcuni casi, sono incluse anche piccole lesioni come graffi o contusioni che bastano per giustificare l’allontanamento dell’animale. In questo caso il caldo sicuramente non sta aiutando (statisticamente favorisce l’aumento di aggressività negli animali) ma anche l’adattamento alle nuove routine familiari che portano stress ad umani ed animali. Sulla cessione degli animali incide anche la crisi economica, segnalata dal 45% delle sezioni, e, ancora, si dà via l’animale per l’arrivo di un bambino in famiglia (33%). Si aggiunge anche il cambiamento delle abitudini post covid, e quindi il ritorno al lavoro e i trasferimenti di città. (Domanda con risposta multipla)

Da quanto erano in famiglia i cani ceduti? Erano animali presi durante il lockdown? La cosa interessante è che ben il 44%, sono cani che erano in famiglia da 2-5 anni, dunque non sono stati presi durante la pandemia per avere compagnia, fare le passeggiate o quant’altro.  Ci chiediamo: siamo ancora in grado di dare affetto se dopo 5 anni diamo via un animale domestico? Significativo anche che il 23%, di cani ceduti avevano più di 5 anni, probabilmente quelli legati alla morte o alla malattia del proprietario. Il 24% invece erano arrivati da un anno o meno, quindi in piena crisi pandemica. Sicuramente il ritorno alla normalità ma anche le adozioni via internet non hanno aiutato. Si continua a scegliere un animale da compagnia come fosse una borsa, scegliendolo in base ad una foto online senza considerare la compatibilità della personalità dell’animale con le routine familiari.

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