SAGGEZZA, IMPEGNO COSTANTE ED ETICA: I SEGRETI PER ESSERE UN VERO LEADER

Nelle diverse situazioni di tutti i giorni, siamo un po’ tutti saggi o ci comportiamo in modo tale di esserlo, guidati dai valori, dall’etica e dalla morale che ci hanno insegnato sin da piccoli oppure indicato in età adulta.

Avere leader davanti agli occhi che agiscono seguendo questi valori è un bel vedere, vedere poi applicati questi principi anche nelle organizzazioni complesse è certamente un valore aggiunto: solo cosi è possibile creare innovazione continua, benessere lavorativo e competitività, ma anche prendere decisioni illuminate. Per mantenere questi standard durante un tempo lungo con le difficoltà di un mondo caratterizzato da rapidi cambiamenti, è necessario un impegno costante dell’intera organizzazione, non solo dei suoi vertici, ed avere una mission, una vision e dei valori chiari che ogni collaboratore deve conoscere, che sono gli stessi perseguiti dall’azienda per cui lavora.

L’impegno dei lavoratori e collaboratori sarà quindi contribuire a mettere in atto i principi e i piani per il futuro. L’impresa saggia, se così possiamo dire, è quella che adotta le sei pratiche di leadership riconosciute e che fanno il bene per l’azienda e per la società, non solo per gli azionisti. Certamente vero che i leader delle imprese devono massimizzare il valore per gli azionisti e realizzare profitti, facendo ciò che è utile per l’azienda ma al tempo stesso devono sempre fare ciò che è bene per la società, anzi, per tutta l’umanità in quello che oggi più che mai si dice “essere sostenibili”,  linguaggio universale che non possiamo più disconoscere.

Essere leader di se stessi è l’obiettivo più alto e più bello da raggiungere ma nel frattempo ci possiamo riferire a quei leader che sono saggi, quelli che usano metafore, storie e altri linguaggi figurati per parlare alle persone e indirizzarle all’azione verso il perseguimento degli obiettivi prefissati. In una parola, saggezza.

Saggezza pratica attraverso l’apprendistato e il mentoring, quella sottile arte che oggi si chiama fare coachinge che spetterebbe ai middle manager, chiamati a fare da facilitatori nel processo. Perché un’organizzazione diventi un’impresa saggia, i dipendenti di tutti i livelli dell’organizzazione – al vertice, al centro e in prima linea – dovrebbero essere formati all’uso della saggezza pratica. Favorire lo sviluppo di una leadership diffusa è quindi una delle maggiori responsabilità di un leader saggio.

Queste pillole sulla saggezza aziendale e molte altre, altrettanto valide, le abbiamo recuperato leggendo un testo sull’ Impresa saggia, saggezza pratica, che studia in maniera approfondita più di 20 imprese e organizzazioni, molte giapponesi – fra le altre, Honda, Japan Airlines, Shimano, Toyota – e alcune non giapponesi, per esempio Apple, Google, Disney e Trend Micro. 

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