GIUSTIZIA RINVIATA PER LE 32 VITTIME DELLA STRAGE DI VIAREGGIO

Strage di Viareggio

Ci sarà giustizia per le 32 vittime innocenti della strage di Viareggio? Per chi non ricordi con precisione di questo tragico avvenimento, stiamo parlando dell’incidente ferroviario di Viareggio, noto appunto come la strage di Viareggio. Un sinistro ferroviario avvenuto la sera del 29 giugno de 2009.

Il deragliamento del treno merci n.50325, Trecate-Gricignano, infatti causò la perforazione di una cisterna contenente GPL che nell’urto innescò quasi immediatamente un incendio di vastissime proporzioni, con il successivo scoppio della cisterna stessa. Tutta la stazione di Viareggio e qualche centinaio di metri a sud del fabbricato viaggiatori e le aree circostanti furono così interessate e colpite dalla terribile esplosione.

E, a distanza di anni, per le vittime e i loro familiari non c’è ancora giustizia. La sentenza finale infatti ha avuto un altro stop che, allunga ancora una volta, i tempi della giustizia per un processo che dura da oltre 7 anni.

“Esprimiamo profonda preoccupazione per il rinvio della sentenza della Corte di Cassazione per la strage di Viareggio al prossimo 8 gennaio” ha dichiarato Fulvio Aurora, responsabile delle vertenze giudiziarie di Medicina Democratica, Movimento di Lotta per la Salute, costituitasi parte civile nel processo e che si sperava fosse arrivato alle battute finali.

Ci ha lasciato sorpresi- ha aggiunto- lo stralcio, di fatto della posizione di Mauro Moretti, amministratore delegato delle FS e RSI di allora, rispetto a tutti gli altri imputati, per i quali, nella stragrande maggioranza sono state recepite le condanne emesse dalla Corte di Appello di Firenze: non sono bastati tutte le indagini, gli esami e approfondimenti di tutti questi anni? Un mese in più servirà a stabilire verità e giustizia per le vittime, i loro familiari, l’intera cittadinanza di Viareggio?”conclude Aurora.


Medicina Democratica ha seguito tutte le fasi del processo nei tre distinti gradi di giudizio, insieme ai familiari delle vittime, riuniti nella associazione “Il mondo che vorrei”, animato da Marco Piagentini, un uomo la cui famiglia è stata annientata da quel tragico “incidente” ferroviario del 29 giugno 2009, in cui perse due figli e la moglie, e lui stesso fu devastato nel corpo e nello spirito dalle fiamme, da cui riuscì a salvarsi miracolosamente con un figlio.

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