COVID-19 E POVERTA’: IL RAPPORTO DELLA CARITAS ITALIANA

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foto di Mary Tagliazucchi

Nella Capitale non c’è solo l’emergenza Covid-19 da contrastare ma anche un altro fenomeno in rapida crescita: la povertà. Anno dopo anno infatti, l’incidenza di coloro che vengono definiti i ‘nuovi poveri’ aumenta sempre di più. Nella triste e scoraggiante ‘classifica’ infatti compaiono non solo extracomunitari o stranieri ma anche molti italiani che, a causa delle crisi economica, si sono ritrovati dall’oggi al domani, senza  un lavoro, un tetto sopra la testa e un pasto sicuro al giorno.

Mai come adesso, lo ‘spettro’ della povertà è più ‘vivo’ che mai e, a conferma di questo, i dati dell’ultimo rapporto della Caritas Italiana: “Gli anticorpi della solidarietà”. Le persone in difficoltà che si rivolgono ai centri di accoglienza infatti, sono sempre di più (si è passati dal 31% al 45%). Durante il periodo di Covid-19, da marzo a maggio, la rete solidale della Caritas ha registrato in tutta Italia, un netto incremento di richieste di aiuto e sostengo: circa 450.000.

Il rapporto (pubblicato in occasione della Giornata Mondiale di contrasto alla povertà lo scorso 17 ottobre), si è focalizzato sui gravi effetti economici e sociali dovuti all’attuale crisi sanitaria legata appunto al Covid-19. Come riportato sullo stesso sito della Caritas, il nostro Paese ha registrato nel secondo trimestre del 2020 una marcata flessione del Pil. Non va certo meglio per l’occupazione che ha registrato un calo di 841mila occupati rispetto al 2019.

Diminuisce, inoltre, il tasso di disoccupazione a favore però di una vistosa impennata degli inattivi, cioè delle sempre più numerose persone che smettono di cercare lavoro. Sembra dunque profilarsi il tempo di una grave recessione economica che diventa terreno fertile per la nascita di nuove forme di povertà. Aumenta in particolare il peso delle famiglie con minori, delle donne, dei giovani, dei nuclei di italiani che risultano in maggioranza (52% rispetto al 47,9 % dello scorso anno) e delle persone in età lavorativa; cala di contro la grave marginalità.

Una crisi che, secondo i dati pubblicati da Banca d’Italia, nei mesi di aprile e maggio, in piena pandemia da covid-19, ha provocato una riduzione di reddito per la metà delle famiglie italiane, anche tenendo conto degli eventuali strumenti di sostegno ricevuti; addirittura per il 15% del campione il calo è di oltre la metà del reddito complessivo.

Ma grazie ai suoi 62.000  volontari (giovani impegnati nel Servizio Civile Universale e gli oltre 19.087 over 65, che si sono dovuti fermare per ragioni di sicurezza sanitaria e 5.339 le nuove leve (under 34), attivate in questo tempo di emergenza), da Nord a Sud del Paese, la Caritas si è attivata una reale e concreta rete di solidarietà  verso i più poveri e i più vulnerabili.

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